03 luglio 2023

No all'autonomia differenziata

Oggi con i compagni del PCL eravamo all’iniziativa contro l’autonomia differenziata promossa da CGIL e UIL, presso la scalinata monumentale del Waterfront.

L’autonomia differenziata delle regioni che il governo delle destre spinge a tambur battente, se ve ne fosse ancora bisogno di ripeterlo, sarà una delle leggi peggiori e inique della storia repubblicana. Si fa largo tra il profondo silenzio dei media che continuano a silenziare il dibattito e il dissenso in modo di far ingoiare la pillola dell’autonomia differenziata ai poveri cittadini.

 

Come PCL oggi in piazza manifestavamo contro questa prospettiva (autonomia differenziata), ma rifiutiamo e lo abbiamo ribadito anche oggi,  ogni approccio riformista e “lagnoso” verso questo governo post fascista. Eravamo lì per diffondere le nostre obiezioni e avanzare le nostre proposte che sono lontane dalla roboante propaganda della burocrazia CGIL e le finte promesse (di mobilitazione) di Landini. 

La CGIL abbia il coraggio di cambiare passo e fare qualcosa per il mondo del lavoro, partendo da un principio elementare: non confondere la difesa dei privilegi della CGIL con i bisogni dei lavoratori. Promuova una mobilitazione unitaria sino al ritiro di questa vergognosa controriforma.

C’è bisogno di un'altra direzione del movimento operaio italiano.

Solo un movimento operaio in piena autonomia dalla burocrazia dirigente, dal governo e dalle istituzioni dello Stato può sviluppare le proprie inchieste e le proprie mobilitazioni.

I cittadini, i lavoratori devono avere ad ogni latitudine il diritto di essere curati allo stesso modo, così deve essere per la scuola e l’istruzione. Che si torni ad una piena efficienza sanitaria centralizzata.

Siamo consci che ad una grande lotta va connessa una prospettiva politica e per noi questa soluzione è un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, fondato sulla autorganizzazione democratica e di massa dei lavoratori stessi. Perché solo un governo di lavoratori può realizzare queste misure di svolta e ridisegnare l’ossatura stessa dello Stato in base agli interessi degli sfruttati.

 

Partito Comunista dei Lavoratori          

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